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Asp, convegno "Comunicazione: Tassello del Prendersi Cura" 19/05/2011 09:28 21/05/2011

BAS Lunedì 23 maggio nell’Auditorium dell’Ospedale S.Carlo di Potenza si terrà il Convegno “La comunicazione: un tassello importante del prendersi cura”. Al centro dell’attenzione della giornata di studio, la cultura della informazione nella terapia del dolore e l’organizzazione dei servizi delle cure palliative pediatriche sul territorio. L’iniziativa, organizzata dal Ministero della Salute e dalla Regione Basilicata, in collaborazione con l’Asp e la Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio, mira a diffondere la cultura delle cure palliative pediatriche e la terapia del dolore presso gli operatori del settore, e a formare le figure professionali e volontarie, coinvolte nella rete di cure palliative pediatriche e terapia del dolore. Alla base della attività di sensibilizzazione e di formazione la consapevolezza che la condivisione delle informazioni costituisce un elemento di notevole effetto sinergico all’interno di un sistema complesso, in quanto facilita il coordinamento delle attività a livello di programmazione e rende più efficaci gli interventi a livello operativo.
L’iniziativa rientra in un progetto pilota, elaborato da Ministero della Salute e Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio, che coinvolge le regioni Friuli Venezia Giulia e Basilicata e prevede un programma di interventi per diffondere la cultura dell’informazione nelle cure palliative pediatriche e terapia del dolore.
L'evento ECM è rivolto a medici, psicologi, infermieri, assistenti sociali (G. O.)

 

Domani a Potenza un convegno sulle cure palliative pediatriche

L’iniziativa è organizzata dal Ministero della Salute e dalla Regione Basilicata....

Domani nell’Auditorium dell’Ospedale S.Carlo di Potenza si terrà il Convegno “La comunicazione: un tassello importante del prendersi cura”. Al centro dell’attenzione della giornata di studio, la cultura della informazione nella terapia del dolore e l’organizzazione dei servizi delle cure palliative pediatriche sul territorio.

L’iniziativa, organizzata dal Ministero della Salute e dalla Regione Basilicata, in collaborazione con l’Asp e la Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio, mira a diffondere la cultura delle cure palliative pediatriche e la terapia del dolore presso gli operatori del settore, e a formare le figure professionali e volontarie, coinvolte nella rete di cure palliative pediatriche e terapia del dolore.

Alla base della attività di sensibilizzazione e di formazione la consapevolezza che la condivisione delle informazioni costituisce un elemento di notevole effetto sinergico all’interno di un sistema complesso, in quanto facilita il coordinamento delle attività a livello di programmazione e rende più efficaci gli interventi a livello operativo.

L’iniziativa rientra in un progetto pilota, elaborato da Ministero della Salute e Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio, che coinvolge le regioni Friuli Venezia Giulia e Basilicata e prevede un programma di interventi per diffondere la cultura dell’informazione nelle cure palliative pediatriche e terapia del dolore. L’evento è rivolto a medici, psicologi, infermieri, assistenti sociali.

Oltrepress dell 22/05/2011

 

Articoli post convegno

Salute: a Lauria Regione realizzera' un 'hospice pediatrico' Quattro posti letto per terapia del dolore e le cure palliative

(ANSA) - POTENZA, 23 MAG - La Regione Basilicata realizzera' a Lauria (Potenza) un hospice pediatrico con quattro posti letto per la terapia del dolore e per le cure palliative pediatriche: lo ha annunciato oggi, a Potenza, l'assessore regionale alla salute, Attilio Martorano, nel corso del convegno ''La comunicazione: un tassello importante del prendersi cura''.

In Basilicata sono complessivamente 16 i minorenni assistiti dalla rete per le cure palliative: si tratta di neonati, bambini e giovani di eta' compresa fra i due mesi e i 16 anni (l'eta' media e' di cinque anni). (ANSA).

Asp, Cure Palliative Pediatriche e Terapia del Dolore Basilicatanet.it

23/05/2011 17:45

BAS Presentato il "Progetto Bambino" nell'auditorium dell ' Azienda Ospedaliera S.Carlo di Potenza.

Con il Convegno “La comunicazione: un tassello importante del prendersi cura”, tenutosi nell’Auditorium dell’Ospedale S.Carlo di Potenza è partita la campagna di informazione e sensibilizzazione sulle modalità di accesso ai servizi dei bambini che hanno bisogno di cure palliative ed è stata avviata la costruzione delle rete dei servizi delle cure palliative pediatriche sul territorio.
L’iniziativa, organizzata dal Ministero della Salute e dalla Regione Basilicata, in collaborazione con l’Asp e la Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio, rientra in un progetto pilota, che coinvolge le regioni Friuli Venezia Giulia e Basilicata.La giornata di studi ha consentito di fare una riflessione a più voci sulla condizione dei servizi nel settore, di individuare carenze da superare e risorse disponibili, e di delineare la strada da percorrere per migliorare la qualità della vita dei bambini e delle loro famiglie.
Punto di partenza di questo percorso, la constatazione che i cittadini non conoscono le “cure palliative” e dimostrano ancora resistenze nei confronti dell’uso degli oppiacei nella cura del dolore. Tante le indicazioni emerse dalla giornata di lavoro. Tra queste, la necessità di considerare che ogni paziente inguaribile è curabile, e che occorre contenere i sintomi invalidanti. Pregiudiziale alla realizzazione del progetto, diventa, quindi, l’impegno di un’attività di comunicazione che dia certezza che c’è qualcuno che si fa carico delle problematiche complesse dei bambini e che lavora per creare una continuità tra ospedale e territorio.
Su queste premesse, appunto, è stato elaborato il “Progetto Bambino”: se è vero che i problemi si assomigliano nella fragilità, è altrettanto vero che occorre dare all’età ciò che l’età richiede. Occorre, quindi, creare servizi rispondenti ai bisogni specifici dell’utenza pediatrica. E la Regione Basilicata è già orientata in questa direzione. Dei 54 posti letto di Hospice, 4 sono pediatrici. All’interno di questo quadro di riferimento ha cominciato a muovere i primo passi anche il “Progetto Bambino Basilicata”, che prevede la istituzione di un Centro di Riferimento regionale e la organizzazione di una rete territoriale di Terapia del Dolore e Cure palliative pediatriche. In corso anche una indagine conoscitiva dei minori affetti da malattie inguaribili. Determinante ai fini del raggiungimento degli obiettivi del Progetto illustrato, il ruolo svolto dal volontariato che funge da cerniera indispensabile tra pubblico e privato.
A fornire indicazioni sulla situazione delle cure palliative pediatriche e terapia del dolore, Pietro Quinto, Dir. Gen. Dipartimento regionale Salute; Giovanni De Costanzo, Dir. Gen. Az.Osp.S.Carlo Potenza; Pasquale Amendola, Dir. Gen. Asp; Vito Gaudiano, Dir. Gen. Asm; Rocco Maglietta, Dir.Gen. Irccs Rionero.
La necessità di adeguare i servizi pediatrici ai cambiamenti verificatisi nel mondo dell’infanzia è stata sottolineata da Maria Cristina Mencoboni; il ruolo dell’informazione e della comunicazione è stato delineato da Massimo Aquili, del Ministero della salute, luci e ombre nell’applicazione della legge sulle cure palliative sono stati evidenziati da Marco Spizzichino, de Ministero salute. Le caratteristiche del “Progetto Bambino” sono state evidenziate a livello nazionale da Franca Bernini del Dipartimento Pediatria Università Padova, a livello locale da Domenico Iadanza, U.O. Pediatria Territoriale Asp.Il punto di vista delle famiglie sulle cure palliative è stato illustrato da Maria Luisa Ferlin, Presidente Comitato regionale Maruzza. La rete di cure palliative pediatriche e terapia del dolore in Basilicata è stata presentata da Attilio Martorano, Assessore sanità Regione Basilicata.
La giornata di studi è continuata con la sessione formativa, rivolta a medici, psicologi, infermieri, assistenti sociali

il Responsabile Ufficio Stampa Giuseppe Orlando

 

Articolo del 23 maggio 2011

Convegno al San Carlo Potenza. L’intesa tra la Regione Basilicata e la Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio prevede la realizzazione di un programma di interventi finalizzati all’attuazione di un network rivolto ai bambini e alle loro famiglie....

La cultura della informazione nella terapia del dolore e l’organizzazione dei servizi delle cure palliative pediatriche sul territorio. E’ su questo tema che si è sviluppato oggi il dibattito, nell’Auditorium dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, nel corso del Convegno “La comunicazione: un tassello importante del prendersi cura”, promosso dal Ministero della Salute e dalla Regione Basilicata, in collaborazione con l’Asp e la Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio. Di fronte ad una platea attenta di qualificati esperti del settore, formata da medici, psicologi, infermieri, assistenti sociali, sono state illustrati i principali contenuti del “Progetto Bambino”: il primo in tutti i Paesi europei, ha come obiettivo I’organizzazione di una rete riconosciuta dalle Istituzioni, su tutto il territorio nazionale, di cure palliative rivolte ai bambini con patologia inguaribile, alfine di fornire assistenza (medica, infermieristica, psicologica e spirituale) in grado di consentire l’espressione di tutto il potenziale residuo di salute.La rete – è stato spiegato – prevede l’attivazione di sedi residenziali dedicate a minori; l’erogazione di pacchetti formativi ad alta qualificazione professionale; campagne di informazione sociale nell’ambito delle cure palliative rivolte a bambini con malattia inguaribile; ricerca scientifica nell’ambito delle cure palliative pediatriche; sviluppo di programmi di scambio e confronto.

“Nel progetto – ha evidenziato nel suo intervento l’assessore alla Salute, Sicurezza e Solidarietà sociale, Servizi alla Persona e alla Comunità, Attilio Martorano – la Regione Basilicata cura la comunicazione con le Istituzioni sanitarie, le strutture scolastiche e socio sanitarie, gli Enti locali e tutte le altre pubbliche amministrazioni che supportano e affiancano la rete. La Regione condivide inoltre con la Fondazione le informazioni relative alle fasi della attuazione del Progetto anche attraverso progetti di ricerca epidemiologica e analisi economico sanitaria al fine di realizzare una banca dati.

Martorano ha inoltre sottolineato “la particolare attenzione del massimo ente istituzionale e del governo lucano a sostegno della progettualità innovativa e specialistica nel settore sanitario e socio-assistenziale, in particolare per le iniziative, come quella affrontata oggi, che pongono al centro delle loro attenzioni l’assistenza sanitaria e psicologica dei minori.

Molti dei progetti in fase di approvazione sono dedicati ad essi, soggetti deboli verso i quali ogni sforzo deve essere profuso al massimo delle possibilità che il Sistema Sanitario Regionale ha a sua disposizione. Ancor più nel caso di minori affetti da gravissime patologie, verso i quali tutti gli sforzi si rivestono di un’aura etica e morale”.

Dal canto suo, la Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio Onlus nel progetto attua la rete locale di cure palliative pediatriche, assicurando alle strutture operanti, supporto, tutoraggio e supervisione nelle varie fasi di realizzazione ed organizzazione. L’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) definisce la Medicina Palliativa come “la totale cura attiva del paziente con malattia non rispondente al trattamento, in cui fondamentale è il controllo del dolore e degli altri sintomi, dei problemi psicologici, sociali e spirituali”.

Il paziente pediatrico – hanno spiegato i relatori nel corso del convegno al San Carlo – per molto tempo ne è stato escluso e, tuttora il Italia, gli interventi palliativi rivolti al Bambino, sono limitati ad esperienze individuali ed isolate – non più di 3-4. I Bambini Italiani con malattie inguaribili, continuano a vivere per lunghi periodi e morire in ospedale. Molto spesso le cure palliative sono quasi del tutto assenti.

Per ora, la possibilità di accedere a servizi di cure palliative pediatriche, da parte di un minore malato, è quanto mai limita e disomogenea sul territorio nazionale, legata alla patologia in causa, all’età del paziente ed al luogo di residenza. L’approccio al neonato, bambino, adolescente che necessita di cure palliative deve tener conto delle sue peculiarità di patologia e di durata, di evoluzione biologica, psico-relazionale, sociale e clinica. Esse determinano e rimodulano una tipologia e quantità dei bisogni presentati del tutto peculiari, che condizionano la necessità di azioni da intraprendere e di modelli organizzativi da implementare, del tutto specifici e differenziati rispetto a quelli dell’adulto, sia a livello domiciliare che residenziale. I trattamenti necessari sono generalmente complessi, ad alta intensità assistenziale e richiedenti competenze e tecnologie specifiche e appositamente dedicate. Il programma di cure palliative è il risultato dell’intervento integrato di più Servizi ed Istituzioni (Ospedali, Servizi Territoriali e Sociali) e deve prevedere al proprio interno risposte residenziali e domiciliari, in grado di integrarsi e di modularsi in rapporto ai bisogni del paziente e della sua famiglia, compreso le cure palliative a domicilio. Al raggiungimento di questi obiettivi mira l’attuazione del “Progetto Bambino”.

 

 

Lucania24.it

PotenzaCure palliative pediatriche, una rete per i bisogni del paziente . Convegno al San Carlo Potenza. L’intesa tra la Regione Basilicata e la Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio prevede la realizzazione di un programma di interventi finalizzati all’attuazione di un network rivolto ai bambini e alle loro famiglie. La cultura della informazione nella terapia del dolore e l’organizzazione dei servizi delle cure palliative pediatriche sul territorio. E’ su questo tema che si è sviluppato oggi il dibattito, nell’Auditorium dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, nel corso del Convegno “La comunicazione: un tassello importante del prendersi cura”, promosso dal Ministero della Salute e dalla Regione Basilicata, in collaborazione con l’Asp e la Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio. Di fronte ad una platea attenta di qualificati esperti del settore, formata da medici, psicologi, infermieri, assistenti sociali, sono state illustrati i principali contenuti del “Progetto Bambino”: il primo in tutti i Paesi europei, ha come obiettivo I’organizzazione di una rete riconosciuta dalle Istituzioni, su tutto il territorio nazionale, di cure palliative rivolte ai bambini con patologia inguaribile, alfine di fornire assistenza (medica, infermieristica, psicologica e spirituale) in grado di consentire l’espressione di tutto il potenziale residuo di salute. La rete – è stato spiegato –  prevede l’attivazione di sedi residenziali dedicate a minori; l’erogazione di pacchetti formativi ad alta qualificazione professionale; campagne di informazione sociale nell’ambito delle cure palliative rivolte a bambini con malattia inguaribile; ricerca scientifica nell’ambito  delle cure palliative pediatriche; sviluppo di programmi di scambio e confronto. “Nel progetto – ha evidenziato nel suo intervento l’assessore alla Salute, Sicurezza e Solidarietà sociale, Servizi alla Persona e alla Comunità, Attilio Martorano -  la Regione Basilicata cura la comunicazione con le Istituzioni sanitarie, le strutture scolastiche e socio sanitarie, gli Enti locali e tutte le altre pubbliche amministrazioni che supportano e affiancano la rete. La Regione condivide inoltre con la Fondazione le informazioni relative alle fasi della attuazione del Progetto anche attraverso progetti di ricerca epidemiologica e analisi economico sanitaria al fine di realizzare una banca dati. Martorano ha inoltre sottolineato “la particolare attenzione del massimo ente istituzionale e del governo lucano a sostegno della progettualità innovativa e specialistica nel settore sanitario e socio-assistenziale, in particolare per le iniziative, come quella affrontata oggi, che pongono al centro delle loro attenzioni l’assistenza sanitaria e psicologica dei minori. Molti dei progetti in fase di approvazione sono dedicati ad essi, soggetti deboli verso i quali ogni sforzo deve essere profuso al massimo delle possibilità che il Sistema Sanitario Regionale ha a sua disposizione. Ancor più nel caso di minori affetti da gravissime patologie, verso i quali tutti gli sforzi si rivestono di un’aura etica e morale”. Dal canto suo, la Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio Onlus nel progetto attua la rete locale di cure palliative pediatriche, assicurando alle strutture operanti,  supporto, tutoraggio e supervisione nelle varie fasi di realizzazione ed organizzazione. L’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) definisce la Medicina Palliativa come “la totale cura attiva del paziente con malattia non rispondente al trattamento, in cui fondamentale è il controllo del dolore e degli altri sintomi, dei problemi psicologici, sociali e spirituali”. Il paziente pediatrico – hanno spiegato i relatori nel corso del convegno al San Carlo –  per molto tempo ne è stato escluso e, tuttora il Italia, gli interventi palliativi rivolti al Bambino, sono limitati ad esperienze individuali ed isolate – non più di 3-4. I Bambini Italiani con malattie inguaribili, continuano a vivere per lunghi periodi e morire in ospedale. Molto spesso le cure palliative sono quasi del tutto assenti. Per ora, la possibilità di accedere a servizi di cure palliative pediatriche, da parte di un minore malato, è quanto mai limita e disomogenea sul territorio nazionale, legata alla patologia in causa, all’età del paziente ed al luogo di residenza. L’approccio al neonato, bambino, adolescente che necessita di cure palliative deve tener conto delle sue peculiarità di patologia e di durata, di evoluzione biologica, psico-relazionale, sociale e clinica. Esse determinano e rimodulano una tipologia e quantità dei bisogni presentati del tutto peculiari, che condizionano la necessità di azioni da intraprendere e di modelli organizzativi da implementare, del tutto specifici e differenziati rispetto a quelli dell’adulto, sia a livello domiciliare che residenziale. I trattamenti necessari sono generalmente complessi, ad alta intensità assistenziale e richiedenti competenze e tecnologie specifiche e appositamente dedicate. Il programma di cure palliative è il risultato dell’intervento integrato di più Servizi ed Istituzioni (Ospedali, Servizi Territoriali e Sociali) e deve prevedere al proprio interno risposte residenziali e domiciliari, in grado di integrarsi e di modularsi in rapporto ai bisogni del paziente e della sua famiglia, compreso le cure palliative a domicilio. Al raggiungimento di questi obiettivi mira l’attuazione del “Progetto Bambino”.

 

 

 


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